FREEHELD-AMORE, GIUSTIZIA, UGUAGLIANZA

Testo di Alice Arduino

 

freeheld

Uscito nell’ottobre del 2015 negli USA e arrivato in Italia i primi di Novembre, il nuovo film Peter Sollett  che tratta l’amore tra due donne ed ha come protagoniste le brillanti attrici Julianne Moore ed Ellen Page rispettivamente nei panni di Laurel Hester e Stacie Andreee.

Il film si basa su una storia realmente accaduta e prende spunto dal cortometraggio-documentario del 2007, diretto da Cynthia Wade che vinse l’Oscar al Toronto International Film Festival.

Le protagoniste sono Laurel, poliziotta cinquantenne gay non dichiarata della Contea di Ocean e la sua compagna Stacie, giovane meccanica del New Jersey. Quando viene diagnosticato un cancro ai polmoni a Laurie e le rimangono pochi mesi di vita, la coppia decide di intraprendere una battaglia legale per ottenere i benefit pensionistici. Al loro fianco lotteranno il Detective Dane Wells (Michael Shannon), e l’attivista per i diritti civili Steven Goldstein (Steve Carell) i quali coinvolgeranno altri agenti di polizia e la comunità lgbt a sostegno della loro lotta per l’uguaglianza.

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La scelta del titolo FREEHELD deriva dai doppi significati che ha in sé; non si riferisce solamente al nome dei funzionari della contea del New Jersey, ma anche alla posta in gioco emotiva della storia di Hester e Andree. Il termine, originariamente, si riferiva, in epoca coloniale, a coloro che potevano disporre liberamente di proprietà immobiliari, ma la parola era ugualmente applicabile alla libertà e al diritto delle scelte personali in amore. Laurel è “bloccata” (held) dai “Freeholder” (funzionari). “Ma, allo stesso tempo, Laurel è sorretta fortemente (held close) dall’amore di Stacie e sostenutà (held up) dalla comunità.

Nonostante l’interpretazione magistrale delle due attrici, e grazie alla pubblicità mediatica di Ellen Page che da poco ha fatto il suo coming out, il film ha riscosso interesse in America, ma non in Italia con un incasso di € 215.000 nel primo weekend. Come mai? Le risposte sono molteplici.

La storia della coppia, per quanto intensa risulta piatta sullo schermo, vi è assenza empatica che rende le protagoniste poco coinvolgenti. Il loro amore non è espresso da alte passioni, ma in modo semplice, come una storia qualunque di due persone che decidono di andare a convivere, comprano casa e prendono un cane. Il film prende una piega più drammatica e intensa quando viene diagnosticato il cancro a Laurie e questo porterà inevitabilmente a mettere in luce i problemi e  le differenze tra una coppia gay e una eterosessuale.

Le due donne, molto riservate nella vita privata, si ritrovano a portare pubblicamente la loro relazione per far valere i loro diritti. È l’amore che spinge queste due donne appartenenti a due generazioni diverse, a diventare attiviste per i diritti civili, , “il legame che Laurel sente per Stacie le fornisce la determinazione per lottare per l’uguaglianza. Trovano il vero senso di “casa” l’una nell’altra.” E lo si evince nelle parole di Stacie davanti al consiglio: “Siamo persone normali, abbiamo una casa un cane e paghiamo le tasse. […] Abbiamo costruito insieme la nostra casa, è stato un “lavoro d’amore” e vorrei tenerla per ricordare quanto ci amiamo”.

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Sia chiaro, che è la comunità lgbt e l’avvocato di Garden State Equality, Steven Goldstein che intraprendono la lotta e utilizzano la situazione di Stacie e Laurie per portare avanti la causa sul matrimonio e diritti lgbt.  Loro sono come arenate, senza speranza avvolte nel dolore. Inermi.

Più volte Laurie sottolinea come la sua lotta non sia a favore del matrimonio omosessuale, ma per l’uguaglianza giuridica dei diritti che siano al pari di quelli eterosessuali. Il film non si concentra sulla lotta al matrimonio, ma sulle regole basilari che ogni convivente dovrebbe avere, portando l’attenzione al senso di giustizia (rimarcato gli anni di servizio in polizia e sul rispetto della legge del dectetive Laurie). La stessa Laurie davanti alla commissione dice: “Quando i miei colleghi eterosessuali muoiono, la pensione viene trasferita al coniuge, ma poichè la mia compagna è donna, io non ho questo diritto. Nei miei 23 anni come agente di polizia non ho mai chiesto trattamenti speciali, sto solo chiedendo parità di diritti”.

La reversibilità della pensione infatti, è garantita per le coppie sposate ed etero, ma non per le coppie gay. Il contratto di “convivenza domestica” (In Italia possibile dal 2013) che stipulano permette la condivisione dei beni, ma non prevede le disposizioni di carattere ereditario. Diventa quindi inutile alla morte di Laurie assicurare la casa, e la pensione alla sua compagna.

La risposta della commissione della contea ad allargare il diritto pensionistico è più volte negativa e rimarca la loro vicinanza religiosa alla detective “Laurie è nelle nostre preghiere ma non possiamo cambiare la legge”. La morale religiosa viene rimarcata più volte nelle parole dei funzionari come scusa discriminatoria nei confronti della coppia così come nella vita reale e quotidiana ogni volta che si parla di diritti civili. Originariamente la produzione aveva ottenuto il permesso di girare alcune scene all’interno di un istituto cattolico salesiano, ma quando il preside ha saputo che si trattava di una storia lesbica ha negato l’autorizzazione. L’attrice Ellen Page nel discorso alla Human Rights Campaign Foundation nel febbraio 2014, ha dichiarato: “L’uso della religione per giustificare questi atteggiamenti discriminatori e bigotti mi rende molto triste. Ho inviato il mio sostegno agli studenti LGBT di quella scuola perché non abbiano paura ad accettarsi e manifestarsi“.

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La battaglia per i diritti continua e oltre alla comunità lgbt si uniscono anche i colleghi poliziotti di Laurie. Dignità, onore, condivisione all’interno della propria comunità, sono valori che ogni americano considera sacri. La storia d’amore tra Laurel e Stacie diventa così anche l’espressione dell’amore di una comunità verso i suoi membri, di persone che sono diventate attiviste quando le decisioni politiche sono diventate un “fatto personale” che tocca amici e colleghi di lavoro.

Lo sceneggiatore Nyswaner ha dichiarato: “Le tematiche trattate in Freeheld sono universali. Tutti noi desideriamo essere trattati con rispetto, tutti vogliamo riconosciuto il diritto di amare la persona che abbiamo scelto di amare e tutti abbiamo bisogno che la nostra comunità riconosca il valore del nostro lavoro e delle nostre relazioni. Questo è ciò per cui Laurel e Stacie hanno combattuto. ” Due donne coraggiose, che attraverso il loro amore combattono per i loro diritti riuscendo a toccare il lato umano anche della comunità a cui appartengono.

Sicuramente il film ha avuto l’onore di affrontare una storia drammatica, reale, quotidiana, inserendo all’interno più temi e portando alla riflessione di più situazioni.

Non solo si parla di amore, ma il film diventa storia, e si fa portatore dei cambiamenti culturali di un paese. La lotta di Stacie e Laurie ispirò la legge sulla convivenza in New Jersey che concesse le pensioni per tutti i conviventi degli impiegati pubblici nel 2006.

Nel 2013, 7 anni dopo la morte di Laurie, il New Jersey cominciò a concedere la licenza di matrimonio per le coppie dello stesso sesso. Il 26 giugno del 2015 la corte suprema degli Stati Uniti d’America ha decretato che tutti gli americani hanno lo stesso diritto al matrimonio.

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Un film discutibile sulla regia, ma sicuramente di impatto per quanto riguarda i diritti. Una pellicola che capita in Italia proprio in un periodo in cui il paese sta nuovamente discutendo di Unioni Civili e della possibilità di dare alle coppe omosessuali il riconoscimento dei diritti tanto atteso nonché ormai richiesto e imposto dalla stessa comunità europea che vede l’Italia come uno dei pochi paesi che non ha alcun riconoscimento giuridico alle coppie di fatto.

Forse è per questo che il film è passato in sordina. Un paese “civile” come l’Italia che nega i diritti alle coppie non vede in questo film un motivo di vanto ne tantomeno ha interesse a pubblicizzarlo e lodarlo per il coraggio delle protagoniste mettendo in evidenza una storia realmente successa.

Ci auguriamo che il 2016, possa finalmente essere l’anno di svolta e anche ai cittadini italiani sia concessa una legge che tuteli l’autenticità del loro amore.

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