LA CABINA DELL’ARTE DIFFUSA

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L’interno della Cabina dell’Arte Diffusa in Piazza Peyron

Nata dall’idea creativa di Daniele D’Antonio, fotografo, artista e cittadino della circoscrizione 4, nasce a Torino “La Cabina dell’Arte Diffusa”, uno spazio libero e a disposizione di chiunque.

Si trova in Piazza Peyron, all’interno di una cabina telefonica ancora funzionante. Ospita libri e riviste d’arte che possono essere consultati e letti sulle panchine dei giardini, per poi riporli dopo l’uso nello scaffale.

L’iniziativa nasce in un pomeriggio di Marzo, quando Daniele decide di creare qualcosa per il territorio che possa essere a disposizione di tutti gli abitanti. Così, si arma di una trave di legno, prende le misure e crea un ripiano che appoggia dentro la cabina. Il pezzo di legno non è fissato con i chiodi, “Volevo riutilizzare la cabina telefonica, non modificarla. Se non cambiamo la struttura originale non si incorre in sanzioni ne si infrange la legge, perché di fatto, vi è un’aggiunta alla funzione originale dell’oggetto e non la sua deturpazione”.

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Lo scrittore Federico Fabbri legge una delle sue poesie.

Il telefono è il simbolo della comunicazione, non a caso questo esempio di arte vuole lanciare un messaggio nel luogo più consono. I libri e le riviste non impediscono o limitano l’esercizio per cui è stata costruita la cabina, telefonare, ma anzi possono essere un’alternativa, qualora si dovesse rimanere in attesa per alcuni minuti. La Cabina diventa così, da struttura adibita alle chiamate a contenitore di idee, di libri artistici e può essere sfruttato dagli abitanti che hanno piacere in una giornata d’estate, di sedersi al parco e leggere un buon libro.

La cabina è accessibile alle persone con disabilità ed “é un modo per riappropriarsi del territorio, per creare aggregazione, per proporre cultura dal basso” dice Daniele. “È un esempio di Smart City che non necessita di mezzi informatici ed è realizzata con la partecipazione dei cittadini”.

Daniele ci tiene a precisare che “Questa non è una galleria, un museo, una biblioteca o un book sharing, ma e’ una cabina d’arte diffusa che ha come obbiettivo di diffondere il sapere artistico in uno spazio pubblico e accessibile a tutti”. Il rispetto dei libri, la lettura e il riporli sullo scaffale dopo l’uso, permettono la diffusione culturale libera e responsabilizzano il cittadino di un bene comune, da tutelare e diffondere. “Torino ha bisogno di bellezza, da vedere, da leggere, da studiare, da conoscere, da trasmettere. Lo può fare anche al di fuori dei luoghi istituzionali o di  eventi costosi”, sostiene D’Antonio.

Dopo aver avviato questa iniziativa e aggiunto dei libri d’arte, Daniele, inizia a monitorare la reazione degli abitanti e attacca un cartello con scritte le indicazioni da seguire per usufruire del servizio gratuito. Purtroppo, non sempre vengono seguite: “Le persone passano e sfogliano i libri, ma  spesso li prendono e non li riportano!

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L’annuncio affisso dentro la cabina scritto da Daniele D’Antonio

Le idee non mancano e neanche la voglia. È necessario però educare il cittadino al rispetto e alla condivisione e non far diventare questa iniziativa un modo per prenderli gratuitamente portandoli a casa. Per includere gli abitanti del quartiere lancia anche una proposta, quella di tradurre il comunicato in altre lingue, inglese, francese, arabo, slavo e appenderlo lì vicino. In questo modo l’arte sarà comprensibile e fruibile a chiunque, creando la totale inclusione di tutti gli abitanti.

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Una foto delle “Domeniche in Cabina” in Piazza Peyron

L’idea piace al quartiere tant’è che Daniele lancia l’iniziativa chiamata “Le Domeniche in Cabina”, una serie di appuntamenti domenicali che si svolgono alle ore 12, durante i quali, sarà possibile incontrare artisti, vedere mostre sit-in specifiche, assistere a letture e incontri letterari, il tutto nell’ambiente tranquillo e non paludato di un giardinetto pubblico.

Il primo incontro è stato fatto con il poeta scrittore emiliano, Federico Fabbri, autore della sua autobiografia “La mia vita”,  da Book Sprint Editore. Le persone presenti in piazza hanno interagito con lui, leggendo pezzi tratti del suo libro e dalle sue poesie, creando un clima conviviale e di condivisione tra pubblico e autore.

Dal 2016, grazie all’intervento della circoscrizione 4, la Cabina è diventata ufficialmente parte del territorio e ha ottenuto il patrocinio della Città di Torino.

Speriamo che questa iniziativa possa essere ampliata a tutta la circoscrizione e alla stessa città di Torino, che sia un nuovo inizio di fare cultura, molto simile a realtà già esistenti a Londra, Amsterdam e Berlino.

Foto di Daniele D’Antonio

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