CONSIGLIERI IN COMUNE – COME AMMINISTRARE UNA CIRCOSCRIZIONE

formazSabato 7 maggio dalle 10 alle 14 circa presso le Officine Corsare si è organizzata una mattinata di formazione per i giovani e non candidati consiglieri alle prossime elezioni. L’obbiettivo era quello di fornire gli strumenti base e informare i prossimi consiglieri a quello che sarà il loro compito una volta eletti.

L’evento è stato organizzato dalla lista di sinistra “Torino In Comune”, candidato Giorgio Airaudo sindaco. Massimo Lapolla vicepresidente della circoscrizione 7 e oggi candidato alle comunali, ha promosso questa iniziativa per candidati e cittadini che vogliano conoscere i segreti della macchina amministrativa.

I formatori chiamati in causa durante la giornata sono stati molteplici. Dal presidenti di circoscrizione, consiglieri comunali o regionali, persone che attraverso la loro esperienza amministrativa hanno lavorato e amministrato in vari settori la città di Torino. “Una giornata per comporre la nostra cassetta degli attrezzi e costruire una squadra, capace di affrontare una campagna elettorale e, soprattutto, il futuro, dentro e fuori le istituzioni”, dice Massimo.

Gli argomenti trattati sono stati vari. Si è iniziato con Elena Buffa consigliera di circoscrizione uscente alla 1 che ha trattato “La parola in politica, ovvero gli strumenti del consigliere” evidenziando come il linguaggio sia fondamentale in un’aula di discussione. La parola è un linguaggio di comunicazione che crea informazione, relazione e azione negli interlocutori. Usarle in modo consapevole  è fondamentale sia nella espressione dei contenuti a verbale che fuori dall’aula attraverso la comunicazione sui social network.

Il secondo intervento è stato fatto da Maria Luisa Bianco, Professoressa di Sociologia e Vice-direttrice del Dipartimento di Ricerca Sociale. Nel suo dibattito “Genere e politica: metodi e linguaggio” ha evidenziato l’importanza di tenere conto del genere quando si fa politica. Il genere  non è un sinonimo di Donna, ma è il sesso biologico con cui si nasce (uomini e donne) ed è un costrutto sociale relazionale di sistemi di comportamento connessi alle diverse modalità di espressione della sessualità.  Il livello di istruzione del genere  può variare in base alla classe sociale, etnia, vissuti familiari e l’identità delle persone si costruisce anche in relazione alla socializzazione verso gli adulti e insegnanti o verso i propri pari amici e compagni che si frequentano. Pensare alle politiche di genere, quindi, vuol dire tenere conto della struttura di genere  della società e le conseguenze delle differenze e uguaglianze della popolazione. Può essere efficace solo se si tiene conto del complesso sociale esistente sul territorio.

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Il manifesto di “Torino in Comune”

Terzo intervento di Massimo Lapolla “Partecipare, informarsi, decidere: il bilancio deliberativo” in cui l’ex vicepresidente porta la  sua testimonianza sull’esperienza vissuta nella circoscrizione 7 e sulla nuova proposta per l’attuazione dei progetti attraverso la partecipazione dei cittadini, scelti a campione in base all’età, ceto sociale ed etnia presenti sul territorio locale. Per lo stanziamento di fondi su 3 progetti (Skate Park, Scuole e Creazione di Aree Verdi) i cittadini attraverso una votazione decisero, a sorpresa per tutti, a favore delle aree verdi. Questa nuova politica sulla regolamentazione dei contributi è stato un esperimento già attuato in altre circoscrizioni che si spera venga approvato ed espanso anche a tutta Torino per permettere una votazione democratica che parta dal cittadino e dal suoi bisogni e necessità.

Si prosegue con il quarto intervento di Michele Covolan “Oltre (e dietro) il consiglio: i tecnici, il bilancio e gli appalti ” che spiega i “dietro le quinte” di un consiglio comunale: le funzioni dei consiglieri, la giunta, i tecnici e i loro ruoli. La massa burocratica che esiste, la differenza tra il conto capitale (es. i fondi destinati per la ristrutturazione di un edificio) e della spesa corrente (ovvero le spese quotidiane) suddivisi in contributi (soldi affidati a enti o associazioni per il sostegno a un progetto) o gli acquisti di servizio (per materiali di cancelleria, pulizia stradale, stampe, manifesti, potatura degli alberi etc…). E ancora gli appalti e come funziona il massimo ribasso e l’offerta economica più vantaggiosa. È importante sottolineare come qualora i fondi venissero approvati dal consiglio e dalla giunta passino “in mano” ai tecnici per la distribuzione.  È importante quindi, qualora fosse necessario, richiedere di visualizzare gli atti per controllare il lavoro eseguito, perché conoscere a fondo i bilanci permette di capire meglio la distribuzione dei soldi decisi a consiglio.

Quinto intervento video della giovanissima Marianna Pederzolli sul “Giovani in politica e politiche giovanili”. La 20enne ligure è riuscita ad entrare come consigliera comunale portando avanti le istanze dei giovani, i bisogni e le competenze necessarie per fare politica pensando alle esigenze degli under 35 come il precariato, la disoccupazione o il diritto alla casa. Essere giovani, infatti spesso è sinonimo di “discriminazione” perché si viene tagliati fuori da molte politiche welfare. I giovani sono una risorsa importante, cedere degli spazi per le attività sociali all’interno delle strutture comunali o sul territorio permette una maggiore interazione e attivismo, così come pensare a piani per la movida notturna o luoghi di aggregazione e informazione oltre al web.

Si prosegue con l’intervento di due guru della politica torinese Il consigliere regionale Marco Grimaldi “Il consigliere tra palco e realtà” dove illustra la realtà di quello che potrebbe accadere in consiglio, con le discussioni inutili, abnegazione a cui si andrà incontro, alla necessità di creare alleanze e avere autorevolezza nel consiglio, nonché l’importanza di studiare ed essere sempre preparati sulle discussioni ed emendamenti.

Eleonora Artesio assessore conosciuta dai tempi della giunta Castellani per le deleghe alle periferie, al decentramento e alle politiche giovanili e Assessore alla Tutela della salute e Sanità Regione Piemonte parla di “Rigenerare le periferie. Percorsi di inclusione urbana” portando l’esempio della Cascina Falchera e della necessità di interagire con il territorio creando confronto partecipato attraverso tavoli sociali di discussione e laboratori di quartiere.

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Eleonora Artesio parla di politiche amministrative

Infine, due interventi più brevi ma fondamentali come quelli di Mauro Servalli , giovane consigliere comunale di Imperia nel suo “Fare opposizione dentro e fuori il consiglio” che sottolinea l’importanza di coinvolgere le realtà sociali, come associazioni, comitati di quartiere presenti sul territorio e renderle attive e partecipative alla nostra politica. Fare rete fuori dal consiglio permette di portare avanti istanze sociali, di dare maggiore voce ai cittadini portando i loro bisogni direttamente alla giunta.

Si conclude con Paolo Gerbaudo, ricercatore del King’s College London e del suo intervento sull’attivismo digitale: “Il consigliere digitale”  suggerisce alcuni accorgimenti per promuovere la comunicazione via web e sui social network. L’attivismo digitale è una vera e propria macchina da propaganda e invitare gli amici e i propri contatti a mettere “i like” sulla pagina da promuovere, condividerla e promuoverla, scrivendo post partecipativi (con domande rivolte ai nostri interlocutori), permette una maggiore interazione alle discussioni creando dialogo e confronto su determinati temi. Inoltre, il commentare i post, taggare le persone direttamente crea visibilità sia sulla vostra pagina che su quella degli altri permettendo un ruotare delle informazioni in modo esponenziale.

Una intensa mattinata proficua e impegnativa per i futuri consiglieri che hanno potuto ascoltare l’ABC dell’amministrazione e approfondito alcuni temi che gli riguarderanno direttamente. Naturalmente le informazioni basilari sono un inizio e sul campo sarà possibile testare con mano ma è necessario arrivare preparati per i compiti da svolgere.

Per fare politica non basta l’entusiasmo e il cuore, ma è necessario anche metterci la testa  e utilizzare le proprie competenze professionali per eseguire un buon lavoro. Studiare e conoscerne di nuove, può portare ad un miglioramento e all’aumento della qualità lavorativa.

Buona fortuna, allora e un grosso in bocca al lupo a tutti e tutte per le prossime elezioni!

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