BADHOLE VIDEO – LA FORZA DELLE DONNE NEL CINEMA

538450_356988944352609_1050726148_nErrare è umano, perseverare è badholico

Sono un gruppo di 4 donne chiamate Badhole dall’espressione piemontese badòle che vuol dire “sceme, persone un po’ tonte e pasticcione”. L’H è muta e viene aggiunta dopo in modo colorito. Si presentano come Silvia Novelli, regista in stato d’ebbrezza, Milena Paulon, sceneggiature pericolose, Lara Gastaldi, associazione a delinquere e Giustina Iannelli, spaccio di buonumore. Non avendo una passione per l’uncinetto o il decoupage decidono di fare film!

Il nome è già un programma e mostra la loro dichiarazione di intenti: raccontare storie di donne attraverso il cinema, un’arma potente e di grande effetto mediatico, usando l’ironia come mezzo dirompente per esprimersi. “Una risata li seppellirà” recita il loro slogan e con questa modalità realizzano cortometraggi, parlano di diritti delle donne, di lavoro, discriminazione e di tutto ciò che le indigna e che merita di essere portato all’attenzione del pubblico. “È il nostro modo di intendere e fare politica” dice Milena Paulon la sceneggiatrice del gruppo. “Ci siamo chieste quali sono le storie di cui vogliamo parlare, quali sono le tematiche che non si raccontano e trattarle attraverso il cinema mettendo in scena situazioni drammatiche e comiche che portano alla riflessione dello spettatore” rincara Giustina attrice del trio delle spaventapassere che ora collabora con le badhole.

Le Badhole nascono nel 2001 a Torino, luogo in cui vivono e lavorano, da un’idea di Milena e Silvia, due amiche che sentono la necessità di creare un modo nuovo e originale per discutere delle problematiche sociali di loro interesse. Dopo due anni in uno strano incontro all’Ikea ritrovano Lara Gastaldi e Giustina Iannelli ampliando il gruppo a 4 e nel 2010 diventano Associazione. “Siamo militanti, resistenti e insistenti che all’occorrenza possono diventare anche 500”.

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Le Badhole (da sinistra) Giustina, Milena, Lara e Silvia

Quello che le unisce è un filo comune, l’esigenza di “fare cine” altro gioco di parole tratto dal piemontese “Fé nen tant cine”, non fare casino. Loro al contrario, si fanno sentire, eccome!

Il loro primo documentario si chiama “B-movie, Ragazze in B” ed è sul calcio femminile. L’esigenza di parlare di un mondo sconosciuto e pieno di luoghi comuni, esempio eclatante di come in certe realtà le donne rimangano ancora ai margini. Il primo film è subito un successo arrivando finalista al Torino Film Festival 2002 nella sezione “Spazio Torino” e nel 2003 a vincere il premio come miglior documentario al Luzzara Short Film Festival.

Nel 2005 toccano altri due temi sensibili, il precariato e la ricerca di un impiego a Torino nel periodo dei XX Giochi Olimpici Invernali del 2006 con il corto “Sarà flessibile con te” e “Cavolini a Bruxelles”, quattro surreali episodi che raccontano gli ancor più surreali aspetti della legge sulla procreazione medicalmente assistita, oggetto dei quesiti referendari del 12 e 13 giugno 2005.

Nel 2006 arriva “E femmina no?”, 17 minuti per raccontare una società italiana sempre meno laica e sempre più bigotta, in cui vivono due ragazze che hanno un desiderio: la ricerca del seme. Ma la realtà è davvero quello che sembra? Un video esilarante con doppi sensi e una comicità semplice, tagliente e intelligente. Nello stesso anno producono anche “Guerra e Pacs” una delirante commedia d’altri tempi, non a caso realizzata in bianco e nero, che sottolinea l’esigenza italiana di una legge sulle unioni civili, discussa in parlamento, ma mai approvata. Una denuncia all’uso distorto delle parole verso la politica e la chiesa che usa termini come guerra, assedio e attacco quando parla di famiglia e tratta i legami d’amore delle coppie di fatto come una minaccia. A questo loro rispondono, “Se è una guerra, noi vogliamo la PACS!

Entrambi i corti sono un successo: “E femmina no?” vince il premio del pubblico ai Corti d’Autore a Carrara, Frontiere Film Festival (Luzzara – RE) a Orbassano al Film Festival  ed  finalista alla 2° edizione de la 25a Ora – Il Cinema Espanso (La7) nel 2006, mentre “Guerra e Pacs” Premio per la miglior regia al 1° Muuh Film Festival 2010 (Torino), il Premio Arcilesbica a Omovies 2009 (Napoli) e il Premio del pubblico alla XI edizione de l’Invasione degli Ultracorti, nella serata del 20/04/07 (Roma)

Nel 2007 arriva “Gli eroi di Casamiya” 8 minuti per raccontare la storia di Peppe Incariola “arruolato” per una missione ad alto rischio: sopravvivere ogni giorno in cantiere. Un’altra denuncia verso il lavoro precario, con contratti “intermittenti, part-time, verticali” e sulla mancanze di regole e tutele sul posto di lavoro che portano Peppe, Badjil, Bin Gianji e i suoi compagni a rischiare la vita. Realizzato con i playmobil  un altro corto divertente che attraverso l’ironia porta alla riflessione della gravità italiana. La battuta “si muore più a Casamiya che a Nassiria” diventa virale e pungente sulla attuale situazione del lavoro ma anche la risposta “Se la vita è un terno all’otto allora io l’otto!” diventa una risposta per non farsi sottomettere e manifestare per la tutela dei propri diritti. Gli eroi di oggi, non hanno monumenti, ma sono quelli che ogni giorno rischiano la vita. Questo corto è dedicato a loro e vince Premio sezione ‘lavoro e sicurezza’ al Brianza Film Corto 2008 (2° edizione).

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Lo Staff della Web Series “Re(l)azioni a Catena”

Nel 2008 girano “Adele e le altre” una fiction per raccontare la rabbia e le ingiustizie che hanno le persone vive. Tre eroine, tre amiche e tre lottattrici senza paura di sovvertire le regole comuni. Altro successo come premio per migliori attrici a Pia Strozzi, Luciana Fornero, Michelina Marietta Aleina al festival Piemonte Movie 2009 – un anno di cinema sotto la Mole.

Nel 2010 “La Capretta di Chagal”. Si ritorna a indagare le relazioni d’amore. Un corto su come si è belli e ridicoli allo stesso tempo quando si vive un amore non corrisposto, sui desideri e sogni che volano come le caprette nei cieli di Chagall. Il film vince il Premio del pubblico per il miglior cortometraggio al 25° Torino GLBT Film Festival 2010, al Festival del Sol – Tenerife e Festival de la Luna – Valencia nel 2011.

Nello stesso anno producono anche “Lavoro (s)velato sul tema del pregiudizio verso lo straniero che si ispira ad una storia realmente accaduta. Sarà il primo classificato a CGILinCORTO 2011, tema “Il lavoro e le donne”.

Il 2011 arriva “Bella chi si ribella” . Qual è la bellezza femminile che piace di più alle donne che agli uomini? Un piccolo contributo contro il machismo e l’omofobia di chi pensa che sia “meglio guardare le belle ragazze che essere gay”. Girato interamente con un cellulare è uno dei corti più a basso costo delle badhole: costato ben 12 biglietti della metro, 9 caffè, 3 cappuccini e 6 brioches.

Nel 2013 realizzano 3 spot per la cultura di parità creati nel Progetto Immagina finanziato dal “bando per la diffusione della cultura di parità e del principio di non discriminazione nel sistema educativo e nel mondo del lavoro”. I tre spot sono contro la discriminazione di genere (Ma dove vivi?) l’intolleranza verso gli altri (Intolleranza Elementare) e contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale (Purple Rain) realizzato con la partecipazione della compagnia teatrale femminile le Brugole. I video sono utilizzati all’interno di percorsi educativi proposti alle scuole secondarie di secondo grado del Piemonte, progettati e gestiti dalla Cooperativa sociale O.R.So. e dall’Associazione GIOC (Gioventù Operaia Cristiana).

Tra il 2013 e il 2014 girano la loro prima serie web di 8 puntate, “Re(l)azioni a Catena” (su you tube trovate tutti gli episodi). L’idea nasce dall’indignazione per un paese a senso unico e dal desiderio di raccontare gli affetti, il lavoro e la famiglia così come ci appaiono: una sequenza di reazioni e relazioni a volte sorprendenti. La comicità di Stefania Maschio nella domestica sovietica post-comunista Olga e la bravura di Silvia Montagnini, una ricercatrice di chimica precaria e svampita che si innamora di Alessia, fanno della serie una piccola chicca autoprodotta a basso costo grazie anche alla presenza di 180 persone che hanno finanziato il progetto attraverso una campagna crowdfunding. Patrocinata dalla Film Commission di Torino Piemonte ha avuto il contributo delle musiche di Niccolò Fabi, Bianco e Levante. La serie viene presentata al Webfest 2014 (Toronto) Raindance Web Festival 2013 (London) e al Festival Immaginario 2013 (Perugia).

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“#10percento” la serie visibile su instagram

L’ultimo lavoro delle Badhole risale al 2015 con un’altra web series dal titolo “#10percento” ovvero 100 puntate da 10 secondi circa pubblicate su Instagram per raccontare una relazione dentro un ascensore dove tutto si basa sul dialogo. Un modo originale per raccontare un altro amore lesbico, quello di Daria e Lisa, giocando con gli stereotipi per poi ribaltarli. Dopo questa serie, anche voi desidererete rimanere chiuse in ascensore con la ragazza che vi piace!

Oltre la creatività, dobbiamo attribuire alle Badhole l’originalità di parlare di storie di donne, attraverso un nuovo modo di fare cinema a basso costo e sui social network.

Il loro modo di denunciare la realtà parlando di tematiche importanti, spesso non trattate, porta il gruppo ad essere non solo donne impegnate politicamente ma anche responsabili di messaggi educativi volti al miglioramento della società. La frase tratta dal libro di Audre Lorde “Sorella Outsider” può ben rappresentare la loro storia: “Se c’è una lezione che dobbiamo insegnare ai nostri figli è che la differenza è una forza creativa per il cambiamento”.

Per visionare la filmografia completa e avere maggiori informazioni vi rimando al sito www.badholevideo.com  oltre a consigliarvi la visione dei loro cortometraggi.

Risate e buonumore assicurati!

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