MARILYN MONROE – LA DONNA OLTRE IL MITO

Best-Marilyn-Monroe-MoviesMarilyn Monroe non è stata solo una sex symbol ma una vera e propria icona americana.

Lo dimostra la storia, i suoi film e tutta la pubblicità mediatica che è stata fatta negli anni e che ancora persiste sulla sua figura. La mostra a Palazzo Madama allestita a Torino fino a settembre è l’ulteriore conferma di come il mito vada oltre la morte.

La mostra è un vero e proprio inno al “feticismo”, al culto della sua persona dopo 50 anni dalla sua scomparsa. Vi sono oggetti, documenti e fotografie che ritraggono la vita della diva in una visione intima e personale. Troviamo, le scarpe usate nel film “Gli uomini preferiscono le bionde” mentre canta “Diamonds Are a Girl’s Best Friend”, i bigodini per la piega, gli occhiali da sole, i vestiti originali indossati, tra cui la dolcevita nera e i pantaloni bianchi messi nel servizio fotografico  di Alfred Eisenstaedt, o il vestito bianco del film “Quando la moglie è in vacanza” reso celebre perché scoprì le gambe di Marilyn sollevandosi al passaggio della metropolitana. Cimeli, ricordi, lettere dai fan, nel percorso museale vi è la storia più personale ella diva raccolta dal collezionista e curatore Ted Stampfer. Un percorso emozionale ma anche olfattivo e sensoriale reso possibile dall’acquisto del profumo MM dedicato all’attrice, la cui raccolta fondi andrà per migliorare i servizi, l’accoglienza e la didattica per le famiglie in visita.

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Una immagine della mostra a Palazzo Madama

La mostra presenta alcune lacune dal punto di vista storico. Vi sono narrati i momenti salienti della sua vita, ma vengono celati molti segreti che vennero alla luce in seguito e portarono alla scoperta di una donna affascinante ma tormentata dalla droga, dalla depressione e dalla storia violenta con Joe DiMaggio il campione di baseball. Anche la sua morte rimane oscurata e le fotografie presenti in rete che mostrano il ritrovamento del corpo nella sua camera o l’attrice nella bara non vengono mostrate.

Ripercorriamo allora brevemente, la vera storia di una donna e scopriamo nel dettaglio la sua vita.

Norma Jeane Baker Mortenson, nome d’arte, Marilyn Monroe (Monroe era il cognome da nubile della madre) nasce a Los Angeles il 1 giugno 1926. La sua infanzia è molto travagliata. Senza un padre, con una madre schizofrenica che non può prendersi cura della figlia, finisce in orfanotrofio e viene data in affido tre volte. In questo isolamento affettivo cerca una guida e delle certezze che la porterannno ad un matrimonio a soli sedici anni con il ventunenne James Dougherty, da cui si separerà presto. Durante il lavoro in fabbrica, presso un’industria aeronautica produttrice di paracaduti, viene notata dal fotografo David Conover impegnato a documentare il lavoro femminile nel periodo bellico. Posa come modella e il suo volto finisce sulla copertina della rivista Yank.

Marilyn-marilyn-monroe-Da qui il passo è breve, inizia a recitare in piccoli ruoli e comparse fino al suo esordio nel 1953 come protagonista nel film “Niagara”. Seguono altre pellicole di successo, “Come sposare un milionario“, “Gli uomini preferiscono le bionde“, “La magnifica preda“.

Nel 1954 sposa il famoso giocatore di baseball Joe DiMaggio e continuerà a dedicarsi al cinema iscrivendosi all’Actor Studio. La gelosia del giocatore, spesso dettata da esplosioni di violenza porterà l’allontanamento di Marilyn e il divorzio. Lo stesso regista Billy Wilder, ricorderà diverse volte il viso arrabbiato di Joe, durante le riprese del film “Quando la moglie è in vacanza” nel momento in cui il vestito si alza davanti a centinaia di fans e l’abbandono del marito dal set. Nel 1956 si sposerà con l’affermato commediografo Arthur Miller e nello stesso anno, nonostante sia ormai affermata tenta di uscire dallo stereotipo di “dumb blonde” (oca bionda), dichiarando al New York Times: “Voglio crescere, svilupparmi e recitare importanti ruoli drammatici. La mia insegnante di recitazione, Natasha Lytess, dice a tutti che ho una grande anima, ma finora nessuno se n’è interessato.

Nello stesso anno, fonda con l’amico fotografo Milton Green, la sua casa di produzione cinematografica, la Marilyn Monroe Productions, con cui girerà l’unico film “Il principe e la ballerina” al fianco di Laurence Olivier. La pellicola è un autentico fiasco e solo dopo due anni ritornerà sulla scena con il regista Billy Wilder grazie all’esilarante commedia, “A qualcuno piace caldo“. Nel 1962, Marilyn riceve il Golden Globe come migliore attrice, divorzia dal marito Miller e inizia una relazione segreta con il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. In seguito Kennedy prenderà le distanze dall’attrice, nonostante il regalo della diva di un Rolex d’oro con incisa la frase “Jack, with love as always from Marilyn, May 29th 1962″ (“Jack, con amore come sempre da Marilyn, 29 maggio 1962”). Il regalo ricevuto da JFK verrà donato a un dipendente.

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Una immagine del film “Quando la moglie va in vacanza”

La diva frequenterà anche il fratello del presidente, Robert, ma secondo alcune indiscrezioni, si presume fosse incinta di Bob Kennedy e per evitare uno scandalo fu costretta ad abortite. Avvenne in Messico e fu seguita da un medico statunitense, ma non è chiaro se fu spontaneo o se fu obbligata.

L’instabilità emotiva della diva si aggrava anche a causa delle sue relazioni fallite. Secondo indiscrezioni dettate dai biografi, la Monroe ebbe in tutto 12 aborti. Il notevole numero di questi interventi, spesso ricorso a cliniche illegali, è in parte dovuto all’endometriosi di cui soffriva. La sua incapacità di avere figli e la mancanza di un amore vero e romantico, desiderosa di essere trattata come una donna normale e non solo come una diva, la portano a prendere farmaci, barbiturici e dipendere dall’alcool, entrando e uscendo dalle cliniche. La situazione peggiorerà nel tempo, fino al punto da essere seguita regolarmente da alcuni psichiatrici, tra cui Ralph Greenson. In una intervista dichiarerà: “Sono brava ma non sono un angelo. Pecco ma non sono un diavolo. Sono solo una piccola ragazza in un mondo enorme che cerca di trovare qualcuno da amare“.

Durante il 1961 oltre a soggiornare nelle cliniche per diverso tempo, verrà ricoverata in un ospedale psichiatrico a causa di turbe psichiche e aiutata ad uscire dall’ex marito Joe DiMaggio. Lo stesso anno subirà un intervento chirurgico per correggere un blocco alle tube di Falloppio e nel mese di giugno, verrà operata per calcoli alla cistifellea al Polyclinic Hospital di New York. Gli interventi e le sue dipendenze non le permisero di girare alcun film per tutto il 1961.

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Marilyn canta “Diamond are a girl’s best friend”

Nel ‘62 dopo il divorzio con Miller e la sua breve relazione con Frank Sinatra che le aveva promesso di sposarla, Marilyn, provata dalle relazioni, dimagrì di 7 chili e comprò  una villa a Brentwood per 90.000 dollari.

Il 19 maggio al Madison Square Garden, durante i festeggiamenti per il compleanno del presidente John Fitzgerald Kennedy, canterà davanti a circa 15.000 persone “Happy Birthday, Mr. President”, indossando un abito color carne e facendo un breve discorso concluderà con la canzone “Thanks for the Memories” di Bob Hope.

Nello stesso anno esce il suo ultimo film: “Gli spostati” scritto per lei dal marito Miller. A causa dei continui ritardi, delle crisi isteriche, delle sbornie e dell’inaffidabilità, viene licenziata dal set “Something got to give” (film famoso perché ritrae Marylin semi nuda in piscina). La pellicola non verrà mai conclusa.

Un mese più tardi, nella notte fra il 4 e il 5 agosto 1962, viene trovata morta, apparentemente suicida, nella sua casa, per un’ overdose di barbiturici, anche se molte voci hanno sempre sostenuto l’ipotesi dell’omicidio. Aveva 36 anni.

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Marilyn Monroe nuda in piscina

Il mistero della sua morte rimane tutt’oggi segreto. Il cadavere venne trovato dal suo psicologo Ralph Greenson alle 3.30 del mattino. La chiamata alla polizia per denunciare il fatto è pervenuta alle 4:25 ora locale, come da successivi accertamenti telefonici. Alcuni ritengono che siano trascorse cinque ore dal momento del decesso a quando vennero avvisate le autorità e in questo lasso di tempo, Marilyn sarebbe stata portata al Saint John’s Health Center di Santa Monica. Secondo il dottor Thomas Noguchi, che eseguì l’autopsia, la morte di Marilyn era con “alta probabilità” un suicidio, dovuta a un’overdose di medicinali. L’incerta ricostruzione degli eventi di quella notte, la presenza non confermata di Bob Kennedy nella casa dell’attrice la sera prima della sua morte e alcune incongruenze nelle dichiarazioni dei testimoni e nel referto dell’autopsia, hanno dato adito a molteplici interpretazioni sugli eventi e sulle cause della scomparsa dell’attrice. Tra le varie versioni formulate, venne ipotizzata la complicità dei Kennedy, che vedevano nella Monroe una minaccia per la loro carriera politica, visto che l’attrice si era detta pronta a confessare le loro relazioni, oppure una vendetta della mafia americana nei confronti della famiglia Kennedy per alcune promesse non mantenute in campagna elettorale.

Il funerale fu organizzato dall’ex marito, Joe DiMaggio con il quale si era risposata. Nei primi anni, dopo la morte di Marilyn, portò personalmente una volta a settimana un mazzo di rose rosse sulla tomba dell’attrice; in seguito, sino al 1982 li fece recapitare da un fioraio, ma solo in ricorrenza del compleanno. Diversamente farà Slatzer, uno dei suoi più cari amici, che deporrà per tutta la vita delle rose bianche sulla tomba.

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Il ritrovamento del cadavere di Marilyn nella sua villa a Brentwood

La personalità di Marilyn è molto complessa. Da sempre è stata ossessionata dal fisico e dalla bellezza che la porterà a farsi anche due operazioni chirurgiche al naso e al mento per ammorbidire il suo aspetto. La sua citazione “Non mi interessa il denaro, voglio solo essere meravigliosa” delinea la necessità di apparire ed essere splendida sotto i riflettori. Costruì da sola la propria immagine con determinazione, dandosi forza nei momenti più fragili della sua vita dettati dai numerosi insuccessi affettivi. Celebre la sua frase “Trova qualcuno che ti rovini il rossetto e non il mascara”. La sua esuberanza la portò a lottare anche contro il mondo maschile degli Studios, denunciando come la sua fama non fosse rispettata e il suo “cachet”, fosse sottopagato, rispetto ad altre attrici. Lavorò con attori del calibro di Cary Grant e Ginger Rogers nel film “Il magnifico scherzo” (Monkey Business) e dichiarerà di aver avuto una breve relazione saffica con Joan Crawford. Verrà ritratta da numerosi artisti pop e pittori, tra cui Andy Warhol, Salvador Dalì, Mimmo Rotella e James Gill.

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Marilyn nella bara

La sua morte prematura ha sicuramente fatto di lei una icona mondiale di bellezza, incoronandola star di Hollywood  e portando il suo mito a durare nel tempo.

Per maggiori informazioni potete visitare la mostra a Palazzo Madama a Torino oltre a consigliarvi la visione di una breve serie tv in due puntate dal titolo “The secret life of Marilyn Monroe” interpretata da Kelli Garner che ben rappresenta la vita della diva e la sua complessa psicologia.

CITAZIONI:

Trova qualcuno che ti rovini il rossetto, non il mascara.

Cosa indosso a letto? Due gocce di Chanel N°5

Le peggiore mancanze le ho fatte a me stessa, quando ho permesso che mi facessero sentire sbagliata solo perchè non ero “giusta” per loro.

La vita non diventa più facile, sei tu che diventi più forte.

Ricordati di chi c’era quando stavi male, perché saranno quelli che vorrai accanto quando tutto andrà bene.

Una volta qualcuno mi disse: “Se il 50% degli esperti di Hollywood dicesse che non hai talento e che dovresti mollare la recitazione, tu cosa faresti?” La mia risposta è stata ed è tuttora: “Se il 100% mi dicesse questo, allora l’intero 100% si sbaglierebbe”.

Un uomo che davvero si può definire forte non vuole dominare una donna. Non usa la sua forza contro di lei, indebolita dall’amore per lui. L’unica ragione per cui la usa è per difenderla dal mondo, e da coloro che la maltrattano.

Io non sono interessata ai soldi. Io voglio solo essere meravigliosa.

Arrendersi non significa sempre essere deboli, a volte significa essere forti abbastanza da lasciar perdere.

Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare.

Non accettate le briciole. Ci hanno fatto donne, non formiche.

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