LE REGINE DEL NARCOTRAFFICO

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Il mondo criminale è spesso gestito dagli uomini, famosi per essere spietati e brutali. Nomi della mafia organizzata come Totò Riina o Bernardo Provenzano risuonano in Italia, mentre oltreoceano narcotrafficanti del calibro di Pablo Escobar o El Chapo hanno dominato le prime pagine dei giornali per le loro imprese criminali.

Mogli, fidanzate, amanti e figlie, le donne hanno sempre avuto un ruolo secondario nelle organizzazioni, fino a quando, per necessità, a causa dell’arresto o dell’uccisione dei mariti o per ambizione, acquistano potere, diventando altrettanto temute. Ecco i nomi e le storie delle più famose criminali internazionali conosciute.

GRISELDA BLANCO – LA MADRINA

Griselda Blanco Restrepo, (1943-2012) conosciuta anche come “La Madrina” o “La Regina della coca” di Miami è stata una criminale colombiana condannata per narcotraffico, che si è guadagnata il nomignolo di “Vedova Nera”, per aver ucciso diversi mariti.
Selvatica e seduttrice, malvagia, astuta e piena di risorse a tal punto da essere considerata la versione femminile di Pablo Escobar, il quale, riconobbe di essersi dedicato al narcotraffico anche grazie al suo esempio. È considerata una delle donne più spietate, responsabile di oltre 200 omicidi commessi tra Colombia, Florida, California e New York nel corso degli anni settanta e ottanta. All’apice della sua attività criminale, il suo patrimonio arrivò a toccare i due miliardi di dollari. È considerata la responsabile dell’introduzione della pratica degli omicidi in moto, sperimentata dapprima in Colombia e poi esportata dalla stessa Griselda in Florida.
Ville, superattici, automobili, jet privati, orge sfrenate e cocaina a volontà, mandante di centinaia di omicidi (molti dei quali eseguiti dal suo uomo di fiducia Jorge “Rivi” Ayala), e dell’uccisione di un bambino (figlio di un suo rivale).
Durante il suo impero della droga e alla continua scalata al potere, si è creata numerosi nemici, anche in Colombia (in particolare dopo aver fatto uccidere la parente di un boss colombiano della famiglia degli Ocha, alleati di Escobar).

Nel 1985 viene arrestata e condannata a più di 20 anni, ma dal carcere continua a tessere le fila del suo traffico. Riesce a fuggire e si da’ alla clandestinità. E’ una delle donne più ricche del mondo, così ricca, che quando viene nuovamente arrestata e’ pronta ad organizzare e a finanziare il sequestro di John Fitzgerald Kennedy Jr. in caso gli Stati Uniti la condannino alla pena di morte. Nel 2004 viene estradata in Colombia. Durante i 20 anni trascorsi in carcere, tre dei suoi quattro figli sono stati uccisi. L’ultimo, chiamato Michael Corleone, in onore del Padrino di Scarface è ancora vivo.
Griselda Blanco è stata assassinata il 3 settembre 2012 all’età di 69 anni, colpita da due proiettili alla testa sparati da due killer in motocicletta fuori da una macelleria di Medellín. Abitava con il suo cane, un pastore tedesco di nome Hitler.
La sua figura di narcotrafficante è stata trattata nel documentario “Cocaine Cowboys” e in rete vi sono diversi video che raccontano la sua storia. A novembre del 2015 a Porto Rico era previsto l’inizio delle riprese del film “The Godmother” – La Madrina, con l’attrice Catherine Zeta Jones nel ruolo della protagonista ma della produzione non si hanno più notizie.

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SANDRA AVILA BELTRAN – LA REGINA DEL PACIFICO

Nata nel 1960 a Baja, California, ha 55 anni ed è la figlia di Alfonso Ávila Quintero uno dei fondatori del Cartello di Guadalajara e nipote di Miguel Ángel Felix Gallardo, conosciuto come “El Padrino”, uno dei criminali più potenti del Messico degli anni ’80.  In famiglia conta anche altri dei grandi nomi del narcotraffico, come i fratelli Arellano Felix, alla guida del cartello di Tijuana, o i fratelli Beltran Leyva, capi storici del cartello col medesimo nome.

Per le sue mani sono passati milioni di dollari quando controllava la costa dalla Colombia rivolta verso gli Stati Uniti. Soprannominata “La Regina del Pacifico” e “Madame Cocaina” è diventata uno dei principali operatori finanziari del cartello di Sinaloa, facendo del suo ufficio principale, Guadalajara.

Viene arrestata il 28 febbraio del 2007 insieme al compagno, Juan Diego Espinosa, aka “El Tigre” a Città del Messico per evasione fiscale. Le hanno confiscato 14 conti bancari, 225 proprietà immobiliari, 6 auto di lusso e 179 gioielli. Donna seducente e sexy ha ispirato leggende e canzoni come quella del gruppo messicano Los Tucanes de Tijuana che ha scritto una ballata in suo onore intitolata “La regina delle regine”, dove viene celebrata la sua abilità nel mondo degli affari. Nel 2006 diventa anche la protagonista del famoso romanzo di Arturo Pérez Reverte, “La regina del Sud”, da cui nasce nel 2016 la serie tv “The Queen of the South”. La protagonista, Teresa Mendoza, messicana, donna bella e spietata, dopo la morte del suo fidanzato fugge in Spagna. Da lì, entra in contatto con la più importante rete di narcotraffico e contrabbando del Paese iberico, di cui diventa il capo assoluto. In programma vi era anche un adattamento cinematografico de “La regina del sud”, saltato a seguito di minacce arrivate alla produzione. La regia era affidata al venezuelano Jonathan Jakubowicz e il ruolo di protagonista a Eva Mendes.

Della serie tv esistono due versione, quella spagnola dal titolo “La Reina del Sur” e il riadattamento americano “The Queen of the south”. Entrambi sono visibili su streaming.

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CLAUDIA OCHOA FELIX – L’IMPERATRICE DEGLI ANTRAX

Bella, pericolosa e giovane. Ama le armi e il lusso e ha 27 anni, la nuova regina dei Los Ántrax, sicari armati che lavorano per Ismael Zambada, alias “El Mayo”, boss del Cartello di Sinaloa e primo fornitore di eroina degli Stati Uniti in perenne lotta con Los Zetas per il controllo delle rotte della droga. Soprannominata anche la “Kim Kardashian” dei narcos, per la sua somiglianza con la diva americana, ama i social network e non perde occasione di farsi ritrarre con gioielli, auto lussuose, mazzette di banconote o con un Ak-47 in mano. Su facebook e twitter sfodera selfie in bikini, decolté esuberanti e armi dorate o fucsia esprimendo la sua bellezza e potenza.

Da alcune indiscrezioni si pensa sia stata l’amante del boss José Rodrigo Aréchiga Gamboa, conosciuto anche come Chino Antrax, arrestato in Olanda con l’accusa di traffico di stupefacenti. Attualmente, non vi è nessuna imputazione giudiziaria contro la Felix che continua a gestire i suoi traffici e apparire sui social come una icona di bellezza e potenza.

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ANNA MARIA LICCIARDI

Camorrista italiana del clan Licciardi, sorella di Gennaro Licciardi (detto “a Scigna”, capo storico del clan omonimo, morto in carcere) è stata il boss di Secondigliano a Napoli. Dopo l’arresto degli altri due fratelli, Pietro e Vincenzo, è diventata esponente di spicco della malavita e considerata, secondo il pentito Luigi Giuliano, “la cassiera e la mente organizzatrice”. Considerata una delle criminali più ricercate d’Italia, latitante per due anni, viene arrestata nel 2001 e imprigionata in un carcere di massima sicurezza all’Aquila nella sezione 41 bis, scontando una pena definitiva di dieci anni per associazione camorristica.

Detta ’a Piccerella, ha fama di donna glaciale, ma non si è mai fatta una ragione della morte del nipote Vincenzo Esposito, detto “ il Principino”, ammazzato nel 1997, a vent’anni, dal clan Di Lauro, per errore. Diventata famosa per la “Lista della Resurrezione”, (perché affissa fuori della chiesa della Resurrezione di Secondigliano) ordinò in pochi giorni l’uccisione di 14 persone per vendicarsi.

Secondo Gennaro Panzuto, collaboratore di giustizia, Ordinò il delitto del criminale Giovanni Paesano perché aveva criticato il suo operato e il nipote Vincenzo, per i numerosi delitti realizzati.

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ROSETTA CUTOLO

Sorella maggiore di Raffaele e Pasquale Cutolo, è diventata l’esponente principale della Nuova Camorra Organizzata dopo l’arresto dei fratelli. Residente a Ottaviano, Rosetta teneva la contabilità delle estorsioni realizzate dai capo zona e provvedeva ad assistere, legalmente ed economicamente, le famiglie dei carcerati. Soprannominata la “Primula Rossa” della camorra, Rosetta era nota per la freddezza e la lucidità con cui guidava gli affari di famiglia e, secondo indiscrezioni, si pensa abbia ucciso con una bomba al tritolo, Vincenzo Casillo, braccio destro di Cutolo nella gerarchia della NCO, per ereditarne il posto nel clan del fratello.

I giudici sostengono che la lady della camorra, tenesse i contatti con i trafficanti di droga e armi, gestisse il “mutuo soccorso” per le famiglie dei camorristi arrestati, e scrivesse le lettere da spedire ai politici e agli imprenditori napoletani vicini alla “famiglia”. Il suo strapotere aveva finito per infastidire anche la mafia di Atlantic City, legati alla famiglia Gambino, che volevano la sua morte. Nel 1981 la polizia fece irruzione nella sua residenza al Castello Mediceo, ma Rosetta riesce a fuggire. Diventa latitante grazie all’aiuto di Don Giuseppe Romano, sacerdote confessore della famiglia e di altri membri della NCO. La sua latitanza dura 12 anni tra l’Europa e il Venezuela, complice il sostegno, dei servizi segreti, con i quali Raffaele Cutolo avrebbe trattato in cambio della liberazione del democristiano Ciro Cirillo. Fu proprio “la castellana” così chiamata per la sua residenza, a gestire la trattativa per la liberazione del politico dalle Brigate Rosse.

Nel 1993, si costituì per scontare 9 anni e 7 mesi per associazione mafiosa. Fu liberata dopo 6 anni e tornò a vivere a Ottaviano, dove risiede tutt’ora.

Nel film “Il camorrista” di Giuseppe Tornatore, il personaggio di Rosaria è ispirato alla figura di Rosetta Cutolo.

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RAFFAELLA D’ALTERIO

La storia del clan D’Alterio – Pianese contro i De Rosa è una guerra camorristica che si svolse tra il 2006 e il 2008 per il dominio di Qualiano, a Napoli e vede una donna come boss spietato e mandante di numerose uccisioni.

Quando il capoclan Nicola Pianese, alias “o Mussuto” viene arrestato, la dirigenza passa nelle mani della moglie Raffaella D’Alterio detta “a Muciona”e della figlia Costanza. Insieme alla convivente Fortuna Iovinelli soprannominata “a Masculona” gestiscono l’intero clan con estorsioni, usura e droga. Nel 2006 il marito viene rilasciato e rivendica il suo posto di reggente. Ha inizio la faida. Le motivazioni sono personali e delinquenziali: lamentele sulla condotta della moglie sulla gestione degli affari, la sua presunta relazione con Russo Pasquale ‘o Cartunaro”e l’appropriazione indebita di alcuni congiunti di denaro ai Pianese. La frattura vede da un lato i fedeli di Nicola, vicini alla figura di Paride De Rosa, dall’altro i parenti di Pianese, Raffaela e il fratello, Bruno D’Alterio.

Nicola organizza l’uccisione della moglie con la tecnica dello scioglimento nell’acido, ma viene preceduto dalla stessa Raffaella, che stava programmando il suo assassinio da tempo. Per screditare la posizione dei De Rosa, vicini al marito, attribuisce a loro l’omicidio del capo clan. Nasce così una guerra per la conquista del territorio che porterà ad omicidi e vendette trasversali. I De Rosa organizzano l’uccisione di due persone influenti nel clan D’Alterio-Pianese, Pasquale Russo e Armando Alderio, conquistando Qualiano nella gestione degli affari illeciti. La risposta di Raffaella non si fa attendere e nel 2008 elimina due degli elementi più pericolosi del clan De Rosa: Carmine Starace e Antonio Sarappa. Paride si salva, ma viene arrestato per il ritrovo di una arsenale di armi presso una delle sue abitazioni. Il potere ritorna nelle mani dei D’Alterio- Pianese, fino a quando nel 2012, una retata dei carabinieri fa irruzione in casa, arrestando ben 67 affiliati al clan. Vengono sequestrati beni per 10 milioni di euro: 7 società, 8 appartamenti, 87 tra auto e moto e 35 conti correnti bancari. Nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare spunta anche una Ferrari 360 Modena con tanto di targa d’oro che la figlia Costanza, aveva regalato al fidanzato. Solo la targa era costata 3.500 euro. Altri sfizi lussuosi della famiglia sono stati viaggi e una pelliccia di visone griffata, dello stilista John Galliano.

Insieme a Raffaella D’Alterio finiscono in carcere la sua convivente, Fortuna Iovinelli e i figli: Costanza, Caterina e Nicola Raffaele, tutti accusati di associazione camorristica e a delinquere, spaccio di droga, estorsione, detenzione illegale di armi, ricettazione e spendita di banconote false.  23980_pianese

Le storie narrate sono quelle delle criminali più famose, ma esistono altre donne che hanno avuto un ruolo decisivo nella criminalità organizzata e nel narcotraffico:  Judy Moran, la matriarca della famosa famiglia criminale dei Moran a Melbourne in Australia; Thelma Wright, la vedova di Jackie Wright, regina del narcotraffico a Philadelphia; Maria Leon, una tra le gangster più pericolose di Los Angeles, impegnata in omicidi, traffico di esseri umani e stupefacenti; e Jemeker Thompson, detta “Queen Pin” spacciatrice di Los Angeles che dopo 15 anni di galera pubblicò un libro per raccontare la sua storia “Queen Pin: A Memoir”.

APPROFONDIMENTI

Serie tv americana – “The Queen Of South” (Iniziata nel 2016)

Serie tv spagnola – “La Reina del Sur” (conclusa)

Documentario – “Cowboy Cocaine

Documentario – “Cowboy Cocaine II – Griselda Blanco Hustlin with the Godmother” (inglese)

Film – “Il Camorrista” – di Giuseppe Tornatore

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