IL POTERE DELLA VAGINA NELLA RIVOLUZIONE SESSUALE DI DIANA J. TORRES

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Diana J. Torres

Il libro Fica Potens, scritto da Diana J. Torres, può essere considerato un manifesto e un inno all’organo genitale femminile, simbolo di ribellione femminista e rivendicazione del corpo contro il sistema capitalistico e patriarcale.

L’autrice Diana J. Torres è un’attivista, donna ribelle incallita, spacca balle, porno terrorista come ama definirsi, che dedica il suo tempo ad attuare strategie contro la Chiesa, lo Stato e il sistema eteropatriarcale nel quale ogni giorno viviamo, spaziando dalle performance, alla scrittura di libri, workshop, dibattiti, fino ad arrivare alla provocazione sessuale, centro del suo attivismo. Le sue idee partono non solo da azioni pratiche, ma anche dallo studio di testi scientifici, storici, antropologici spesso nascosti, poco diffusi o censurati per i contenuti. Diana non si ferma al pensiero e alle notizie trasmesse dai media, bensì indaga nel profondo, scopre cosa è stato celato, attuando personali ricerche, ponendosi domande alle quali cerca risposte, all’interno di una società che da sempre sostiene e promuove la supremazia maschile e fallocentrica come focus di tutto. Diana cerca il dibattito e il confronto con altre donne attraverso esperienze, teorie e connessioni. La sua è una vera opposizione al sistema al quale ogni giorno ci uniformiamo. Va contro corrente, sfida la società e la scuote, mettendo al centro del suo attivismo il sesso femminile come arma di rivendicazione.

Le bugie e il silenzio che si avvolgono attorno all’organo genitale femminile sono molte. Il “non dire”, l’omettere informazioni e mentire, dando talvolta informazioni svianti è ciò che avviene spesso all’interno della nostra società. Il sesso rimane un tabù, qualcosa da occultare anche nel campo artistico. Un esempio può essere dato dagli Affreschi di Pompei (appartenenti al 79 d.c. e rinvenuti negli scavi del XVI secolo e nel 1819) dove le prove della sessualità umana esplicita vennero debitamente celate e messe in una sala segreta del Museo di Archeologia di Napoli, al cui interno era permesso entrare solo ad un numero ristretto di uomini.

Il nostro sistema patriarcale e capitalista ha portato per anni (e ancora lo fa in determinate circostanze) a sostenere l’inferiorità della donna, nata e cresciuta per aiutare, sostenere e innalzare la figura maschile. Dalla creazione di Adamo ed Eva, che vedeva la donna nata grazie alla costola dell’uomo, al ruolo che la donna va assumendo nella società, come essere utile esclusivamente ai fini procreativi. La scoperta che anche le donne hanno una prostata come gli uomini (la cosiddetta ghiandola di Skene) e che anche loro possano “godere” ed “eiaculare” come gli uomini, mise in dubbio il binarismo di genere uomo-donna [1]. Un organo identico a quello maschile, che ha una identica struttura e funzione indipendente dal cromosoma di genere della persona, fu l’inizio della riappropriazione del piacere femminile.

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Le lotte femministe negli anni e agli studi di filosofia post-strutturalista di Judith Butler (per approfondimenti si veda la bibliografia a fondo pagina) misero in discussione il binarismo maschile/femminile, identificando come il Ruolo di Genere [2] sia una costruzione sociale-culturale-educativa che rilega uomini e donne a caratteristiche prettamente maschili e femminili. Agli uomini spetta lavorare, alle donne stare a casa, le bambole sono giochi femminili, le automobili maschili, i maschi non devono piangere, le donne non devono essere aggressive etc… portarono il pensiero e il genere femminile a rivendicare i propri diritti di parità e uguaglianza. Qualcosa di molto duro e difficile da accettare all’interno di un sistema maschilista e patriarcale che vedeva le donne come esseri inferiori e dedite alla volontà dell’uomo.

L’ORGANO GENITALE FEMMINILE

Nella mentalità maschilista è ancora riconosciuta l’idea che una donna possa raggiungere l’orgasmo solo attraverso la penetrazione vaginale, definendo altre pratiche di stimolazione dell’apparato genitale femminile come “preliminari”. Si da poca importanza al Clitoride, eppure è un organo esterno fondamentale nella donna. Ha radici all’interno della vagina per ben 7 centimetri e presenta 8000 terminazioni nervose connesse con altre 15.000 nella regione pelvica.

Il punto G è un punto della prostata, che se stimolato a dovere, permette vari tipi di eiaculazione. Misura tra i 2 e i 5 cm e fu scoperto dal medico tedesco Ernst Gräfenberg. Vista la dimensione, più che un punto, possiamo definirla una zona che presenta varie terminazioni nervose sensibili. La scoperta della sua esistenza, venne “venduta” negli anni ,come il segreto per migliorare il piacere femminile se stimolato adeguatamente.  Da qui nascono teorie e scritti su dove possa essere collocato.

Nessuno però si soffermò mai a parlare di Prostata e delle sue capacità di eiaculazione.

Se pensiamo che negli anni delle maggiori scoperte scientifiche gli unici a poter aver accesso agli studi erano gli uomini perché alle donne non era permesso studiare e lavorare, si capisce come per millenni il potere maschile abbia avuto il sopravvento, decidendo e stabilendo attraverso le sperimentazioni sui corpi delle donne (si veda il Dr. J. Marion Sims, torturatore di schiave negre africane in nome della scienza) cosa fosse rilevante e cosa escludere.

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Alexander C. Skene medico e ricercatore scozzese che scoprì la prostata femminile, chiamandola Ghiandola di Skene affermò: “Non so nulla a riguardo alla loro fisiologia, servono a qualcosa, però qual è la loro funzione è una domanda alla quale si darà risposta in futuro”.

Numerosi studi e scienziati nel 1978 hanno dichiarato che le ghiandole parauretrali delle donne sono identinche a quella maschile, che entrambe le ghiandole possiedono la capacità di eiaculare e che tale liquido è lo stesso. Nonostante questo, la scienza medica, le facoltà di ginecologia, le istituzioni culturali e il sistema educativo hanno messo a tacere questi fatti. Solo nel 2004 il Comité Federativo de Terminología Anatómica ha rinominato la prostata definendola “ghiandola parauretale o di Skene” e assegnandogli il nome di “prostata femminile”.

Clitoride e Prostata sono due organi differenti che hanno delle similitudini ma producono due tipi di piacere differente nella donna. Eiaculazione e orgasmo non sempre avvengono simultaneamente. È possibile eiaculare prima, durante e dopo l’orgasmo così come è possibile eiaculare senza avere raggiunto un orgasmo.

Le lotte femministe si battono per il riconoscimento e l’utilizzo della parola “prostata femminile” e l’affermazione e rivendicazione che l’apparato genitale femminile ha una eiaculazione. C’è chi sostiene che non sia possibile chiamarla prostata (perché la prostata è maschile) in quanto non contiene spermatozoi.  Ebbene, neanche quella maschile li contiene. Essi sono generati nei testicoli e il liquido eiaculato li trasporta, non li crea. Il liquido emesso da una eiaculazione è un enzima chiamato antigene prostata-specifico (Psa), presente anche nell’eiaculato maschile (lo sperma emesso durante l’eiaculazione).

Dunque, tutte le donne hanno una prostata e possono eiaculare come gli uomini.

LA PROSTATA FEMMINILE E L’ORGASMO

Ma dove si trova esattamente la prostata nelle donne?

La prostata femminile si trova all’interno della vagina, a circa 3 centimetri dall’entrata, nella parte superiore.  Misura tra i 2 e 5 cm a riposo e quando è piena e stimolata può triplicare la sua misura. Ha un tessuto spugnoso ed è composta da un insieme di ghiandole unite di diverse dimensioni che presentano, al tatto, consistenze diverse. La vagina/vulva è quindi composta da un orifizio urinario (canale dell’uretra), due orifizi dai quali eiaculiamo (rispettivamente uno a destra ed uno a sinistra del canale dell’uretra) e due dai quali lubrifichiamo (ghiandole vestibolari o Ghiandole di Bartolino, rispettivamente uno a destra ed uno a sinistra appena al di sotto della vagina). Per ottenere l’eiaculazione, Diana consiglia di esercitare una pressione direttamente sulla prostata, dentro la vagina, o con un movimento circolare verso l’osso pubico.

vulva

È necessario però fare una distinzione e tornare a chiamare gli organi femminili con il loro nome: la lubrificazione vaginale è determinata dalla presenza di un fluido dato dalla commistione delle secrezioni provenienti dalle diverse strutture dell’apparato genitale. L’eiaculazione è l’emissione di un liquido derivante dalla prostata femminile che può avvenire prima, durante o dopo l’orgasmo. Può essere di quattro tipi: l’eiaculazione simile allo sperma, composta da un liquido bianco lattiginoso e colloso, lo squirting (la fuoriuscita a spruzzo del liquido dalla vagina durante la stimolazione della prostata) o il gushing, l’emissione lenta del liquido a “fontanella” (squirting e gushing spesso vengono confusi e si pensa siano sinonimi ma esprimono due eiaculazioni ben differenti) e l’eiaculazione interna.  Secondo lo studio di Francisco Cabello (direttore dell’Instituto Andaluz de Sexologia y Psicologia) vi sono alcune variazioni nell’emissione dell’eiaculazione della donna. Qualora non vi sia una fuoriuscita del liquido durante l’orgasmo è causato del fatto che il prodotto della prostata femminile sia scarso o perché il liquido si diriga all’interno, verso la vescica, così come avviene nell’eiaculazione retrogada di alcuni uomini. Tale liquido può essere urinato dopo l’orgasmo o la stimolazione.

Il liquido eiaculato è bianchiccio, ha un odore sottile, semi-dolce. In alcuni campioni esaminati del liquido prostatico si è scoperto che esso contiene fosfatasi acida prostatica e glucosio e che il fluido emesso durante l’orgasmo è biochimicamente paragonabile al plasma prostatico maschile [3]. L’eiaculazione avviene quando la prostata è stimolata. La sensazione è quella di sentire la necessità di urinare (poiché non abbiamo altri eventi associati a questa sensazione e il corpo registra tale memoria). Ma il liquido che esce non è pipì: è impossibile per un corpo urinare e eiaculare allo stesso tempo. La valvola che apre e chiude la connessione fra vescica e uretra si chiude quando siamo eccitate. Questo dettaglio, non da poco, è ciò che ha permesso la negazione della prostata e delle sue potenzialità portando a credere che le donne fossero malate e incontinenti perché durante un rapporto sessuale letteralmente si “pisciavano addosso”.

Silenzio e ignoranza regnano sovrani, e ancora oggi, le informazioni in merito sono confuse, fuorvianti o addirittura sbagliate.

L’EIACULAZIONE

Come è possibile avere una eiaculazione? Cosa è necessario fare per esprimere questa potenzialità femminile?

Per riuscirci bisogna non solo lasciarsi andare fisicamente (nel momento del piacere non bisogna contrarre, ma spingere, ottenendo l’effetto desiderato), ma anche liberarsi dei pregiudizi mentali in cui ci hanno rilegato per anni. È necessario avere una predisposizione mentale e fisica, priva di vergogna, volta alla liberazione e al piacere del nostro corpo, spingersi oltre, voler sperimentare e provare, rivendicare qualcosa che ci appartiene.

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Uno dei testi scientifici più illuminanti e completi sulla eiaculazione femminile di altre culture e di altri tempi è “The history of female eiaculation” di Korda JB1, Goldstein SW, Sommer F. Qui, nello studio delle società matriarcali Diana J. Torres trova risposte sull’eiaculazione femminile. Nella tribù Batoro in Uganda insieme ai Mohave e i Mangaia, le bambine vengono stimolate a eiaculare come rito di passaggio dall’infanzia a donna. In una tribù indù, scopre l’Ananga Ranga, testo indù scritto successivamente al Kamasutra, nel XVI che parla di Kama-salila, tradotto come “acqua della passione” ovvero di un liquido che uomini e donne espellono durante il rapporto sessuale. Nella antica Grecia, lo stesso Ippocrate, Aristotele e  Galeno si interessarono al fenomeno, portando contributi illuminanti sulla eiaculazione, descrivendola come “la quantità di getto, quando avviene, corrisponde a una scala differente di quello maschile e lo supera di gran lunga” e che “la liberazione di tale fluido evitava l’accumulo del dolore legato all’isteria” [4]. Le loro teorie non vennero messe in discussione per mille anni, fino a quando non fu cancellata ogni traccia, sia a livello scientifico che culturale nell’epoca Medievale. La religione cattolica puntò il dito contro le donne additando come prostitute e lussuriose, coloro che puntavano al piacere del proprio corpo.

Da qui fino ai giorni d’oggi il silenzio e l’ignoranza hanno portato addirittura a diagnosticare come “disturbo” l’espulsione del liquido durante il coito. Questa (falsa) patologia ha portato a credere che il genere femminile perfettamente sano dovesse subire mutilazioni genitali della prostata per “incontinenza urinaria” o “incontinenza coitale”. Un vero abuso del corpo!

Quello che scandalizza non è solo dato dal silenzio scientifico emesso, ma anche dalla totale mancanza di informazioni che ha portato le donne alla vergogna, all’astinenza verso il sesso e l’eiaculazione, al dispendio di energie e ricerca di terapie riparative e psicologiche per trovare una cura. L’eiaculazione veniva scambiata per pipì, un disturbo che doveva essere corretto.

L’autrice Diana J. Torres, per riappropriarsi del silenzio perpetrato negli anni evoca la vendetta, intesa come la rivendicazione con forza del proprio corpo: “Propongo vendette goduriose che non abbiano danni collaterali indesiderati e che feriscano dove debbano ferire: nel cuore del sistema patriarcale”.

Per attuare la rivendicazione di noi stesse è necessario rompere gli schemi: conoscere il proprio corpo, iniziare ad eiaculare, rompere il silenzio, comunicare e diffondere la conoscenza vincendo la paura e i tabù. Solo così saremo finalmente libere.

LEGENDA

  1. Binarismo di genere: Gli esseri umani nascono biologicamente uomo e donna perché rispettivamente possiedono un pene o una vagina. Mentre gli attributi pene/vagina rappresentano il sesso fisico e biologico dalla nascita, il genere è una costruzione sociale, culturale ed educativa  e come tale può essere messa in discussione. Gli studi di Judith Butler decostruirono il binarismo di genere (uomo/donna) sostenendo che non sempre sesso e genere coincidono e che alcune persone possono sentirsi maschi o femmine a prescindere dal sesso di nascita.

  2. Ruolo di Genere: norme comportamentali associate a maschi e femmine, rispettivamente, in un dato gruppo o sistema sociale. È ciò che socialmente e culturalmente viene definito come maschile o femminile attribuendo ai singoli ruoli di comportamento da attuare all’interno della società che si addicano al sesso in cui si è nati (es. i bambini giocano con le macchinine, le bambine con le bambole, l’uomo non deve piangere, la donna non deve essere aggressiva etc…)

  1. Per maggiori informazioni consultare le tavole grafiche di Wimpissinge F. Stifter K, Grin W. E Stackl W. In “The female Prostate Revisited: perineal Ultrasound and Biochemical Studies of Female Ejaculation (The journal of sexual medicine vol. 4 n. 5 2007 pag. 1388-1393.

  2. Korda J. B., Goldstein S. W. e Sommer

Per maggiori informazioni e approfondimenti:

Fica Potens” di Diana J Torres, Golena Edizioni, 2016

Pornoterrorismo” di Diana J. Torres, Golena Edizioni, 2015

Blog di Diana J. Torres: www.yeswecum.org

“Questione di genere. Il femminismo e la sovversione dell’identità” di Judith Butler, Edizioni Laterza

https://www.allthingsvagina.com/skenes-glands/

https://www.vice.com/en_us/article/vdppxd/its-time-to-learn-about-the-female-prostate-938

https://www.scribd.com/doc/42970145/The-Female-Prostate-The-Newly-Recognized-Organ-of-the-Female-Genitourinary-System

https://academic.oup.com/jnci/article/90/9/713/1007768/The-Female-Prostate

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3 pensieri su “IL POTERE DELLA VAGINA NELLA RIVOLUZIONE SESSUALE DI DIANA J. TORRES

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