IL TRUFFATORE ITALIANO CHE HA MANIPOLATO LA STAMPA: ALESSANDRO PROTO

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“È solo l’abito che fa il monaco. Il resto non conta un cazzo!”

Alessandro Proto

 

Cercare informazioni vuol dire aprire un giornale di carta stampata o navigare su internet per leggere le ultime notizie.  Ma cosa succede se esse sono manipolate e false? Se ciò che leggi non corrisponde al vero? E se le condividessi sui social? La carriera di Alessandro Proto è iniziata così!

Truffatore italiano, nato dal nulla, diventa una star ricercata da imprenditori, banchieri, politici e vip e lo racconta in un libro “Io sono l’impostore. Storia dell’uomo che ci ha fregati tutti”. La storia narrata contiene spunti riflessivi sull’informazione e sul sistema giornalistico italiano. Non solo. Oltre a dimostrare una falla mediatica, sottolinea come chiunque al giorno d’oggi grazie all’avvento dei blog e di internet, può permettersi di scrivere e diffondere notizie false, quelle definite fake news o bufale che se non sono verificate attraverso fonti adeguate, porteranno alla creazione di bugie virali in tutto il web.

Alessandro Proto nasce nel 1974 nella periferia di Lambrate a Milano. La madre è un’infermiera, il padre un disoccupato, immanicato in loschi giri d’affari nelle bische che spesso e volentieri riempie il figlio di botte. Questo è l’ambiente in cui si forma, seguendo le impronte del padre e frequentando nell’adolescenza signori in giacca, cravatta, pochette e paltò che con modi garbati e gesti composti, raggirano chiunque. Impara che “l’abito fa il monaco” nel momento in cui ti presenti vestito in modo distinto e affini la parlantina. Conclude la terza media, si trasferisce da una parente a Bergamo per cercare lavoro, prima come barista, poi come venditore porta a porta di enciclopedie Garzanti. Affina le tecniche di vendita, mette in pratica gli insegnamenti degli “amici” di Lambrate e investe in abiti di sartoria con cui si propone ai clienti come un perfetto gentiluomo. È abile, sa individuare i punti deboli dei suoi interlocutori, trasformando ogni interazione umana in un atto di vendita. Non conta chi sei ma come appari. Apparire significa convincere e di conseguenza, incassare.

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Alessandro Proto

Viene notato da un proprietario di agenzie immobiliari che gli propone di lavorare per lui. Qui cresce, impara, compra la sua prima Bmw usata, acquista alcune quote della società immobiliare e si mette in proprio. Nel 2001 si trasferisce in Ticino, apre un conto e nel 2010 fonda una società anonima a Lugano dove si autoassume. Non avendo il patentino come agente immobiliare aggira l’ostacolo inserendo personale in regola con titoli adatti che paga a provvigioni (20%) ogni volta che chiudono un contratto.

Alessandro Proto ha costruito la sua identità dal nulla. Nel vero senso della parola. Si inventa un curriculum, la laurea alla Bocconi di Milano, si definisce agente immobiliare di successo e imprenditore.  Crea un bluff vero e proprio, costruendo il suo personaggio pubblico di uomo rispettabile e competente su cui baserà la carriera. Affabulatore e manipolatore sa cavarsela in ogni occasione, riuscendo a districarsi nei discorsi che si tratti di politica, donne, automobili, cinema o moda. Si informa leggendo i giornali e documentandosi, apprende nozioni ovunque può e le usa a suo favore. Proto è cresciuto con il mito di Berlusconi, l’imprenditore che si è “fatto da solo”, ha seguito le gesta di grandi nomi come Giovanni Agnelli o Carlo de Benedetti e sogna di diventare qualcuno. Per riuscirci è disposto a tutto. Crede fermamente in ciò che fa e se “volere è potere” allora può ottenere ciò che vuole. E quando la fortuna bussa alla sua porta, coglie l’occasione. L’illuminazione arriva il giorno in cui nel suo ufficio si presentano due avvocati, sostenendo di essere i legali di George Clooney, il quale sta cercando di vendere la sua Villa di Laglio, sulla sponda del Lago di Como. È necessario essere riservati con le trattative ma Proto usa la notizia a suo favore per mettersi in mostra: contatti i giornali e fa uscire un articolo sul Corriere della Sera richiedendo esplicitamente di inserire il suo nome “Proto Group” nell’articolo. Il giornalista, entusiasta dello scoop acconsente, senza verificare nulla. È qui che Proto capisce che se non vi sono verifiche, chiunque può credere a ciò che dice e fa. Dopo Clooney escono numerosi articoli sui grandi Vip che si sono rivolti alla sua azienda per vendere i loro immobili. Leonardo Di Caprio, Brad Pitt, Mel Gibson, Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, Madonna, David Beckham e tanti altri. Tutti i divi di Hollywood cercano la Proto Group che diventerà con il tempo sinonimo di qualità e prestigio.  Tutto rigorosamente falso. Tutto inventato. Ma come è possibile che nessun giornale o Star abbia mai smentito le sue affermazioni? Pubblicità. Tranne in rari casi, poco importa se la notizia sia vera o falsa. Si parla di gossip e se il nome di persone influenti e conosciute esce sui giornali, fa notizia e promuove la loro immagine. I comunicati stampa non sono calunniosi, pertanto vanno bene. La persone vogliono sapere cosa fanno i Vip e Proto confezione ad hoc notizie soddisfando il desiderio di giornalisti e lettori.

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La verità è che una pagina sui giornali italiani, vale più di una intera carriera. Proto l’ha capito. Più il suo nome esce sui giornali, più acquista credibilità. Più acquista credibilità, più esce sui giornali. La stampa si alimenta da sé e una volta che a livello mediatico sei riconosciuto come “l’agente dei Vip” è un attimo che tutti iniziano a cercarti per lavorare con te.

Per aumentare la sua credibilità, fonda due società in Svizzera, apre all’estero attraverso compagnie intermediarie a Londra, Barcellona e Parigi. Ogni falsa notizia sarà attribuita ad una società anonima. Se sulla carta stampata sei un imprenditore di successo allora lo diventi anche nella realtà. La Proto Group rappresenta ormai un club, una nicchia di clienti prestigiosi.  “Anche Donald Trump fa affari con Proto” si legge in un nuovo comunicato di sua invenzione. Se vuoi vendere la tua villa e affidarti a questa agenzia, devi pagare. È così i clienti sborsano cifre da capogiro in anticipo, firmando contratti per essere inseriti ai massimi livelli del mercato: due, cinque, ottomila euro come anticipo solo per essere messi nel database della Proto Group senza alcuna garanzia sulla vendita. I clienti pagano il nome, Alessandro Proto, non la qualità, la quale non arriva mai, mentre le vendite vere e proprie vengono affidate ai “Proto Boys”, giovani apprendisti che faranno il lavoro sporco, chiudendo i contratti con i clienti. Sarà lo stesso Proto a formarli insegnando loro le migliori tecniche di manipolazione, seduzione e convincimento.

Alessandro Proto è diventato un agente immobiliare rinomato. Allora perché non dedicarsi anche alla finanza? Ecco il nuovo obbiettivo, attuato con lo stesso “modus operandi”: creare comunicati stampa fasulli dove dichiara che acquista azioni da grandi multinazionali italiane. “Alessandro Proto Consulting ha appena rilevato il 2,88 per cento dei titoli Tod’s; l’1 % di Fiat S.p.a;  lo 0,8 % di Unicredit S.p.a.;  l’ 1,1% di Mediobanca;  l’ 1 % di Fondiaria Sai; lo 0,4 % di Finmeccanica; l’1,7% del Gruppo Editoriale L’Espresso; l’ 1,2 % del Monte dei Paschi di Siena; l’ 1,8 % di Mediaset”. Ogni articolo è una ulteriore conferma della credibilità di Proto e se la notizia è uscita su un giornale, anziché confermare la fonte, le altre testate la copiano senza sospetti, contribuendo alla diffusione della bomba mediatica e alimentando il circolo vizioso.  Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Stampa, La Repubblica, L’Unità, Il Fatto Quotidiano, L’Espresso. Le testate nazionali hanno inciso l’inchiostro con il suo nome.

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Un conto è giocare con i vip, un altro è farlo con le azioni. Le smentite sui comunicati non arrivano tranne in rare occasioni e questo diventa un’ulteriore conferma in cui il nome di Proto si diffonde rimanendo sempre sulla cresta dell’onda. Ormai è una sicurezza ed è così credibile che le sue dichiarazioni attraverso comunicati stampa influiscono e manipolano il mercato azionario italiano. Se sostiene che comprerà delle azioni, esse salgono portando realmente le aziende a guadagnare milioni grazie anche agli investitori che le acquistano. Perché mai smentire una notizia fasulla se essa stessa porta profitti? Non conviene a nessuno.

Sostenuto dai giornali continua a far uscire comunicati sul suo conto e i media lo chiamano in vari modi, “Il Re Mida della finanza” o il “Lupo di Corso Buenos Aires”. Si identifica nella storia dell’ultimo film di Martin Scorsese “The Wolf of Wall Street” o dell’imprenditore miliardario Christian Grey nel film “50 sfumature di Grigio”. I giornali scrivono, le azioni salgono, Proto guadagna e se la ride di gusto. Sta fregando banchieri, finanzieri, imprenditori, giornalisti, semplicemente con un click!

Le sue gesta corrono sul web, la carriera non si ferma, è il momento di entrare in politica. Vittorio Sgarbi lo corteggia e lo vuole come leader per il suo partito “La Capra” e arriva anche la proposta del Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi il quale chiede a Proto di candidarsi alle primarie, confermandolo l’8 novembre del 2012. E lui accetta. Naturalmente è tutto un gioco politico organizzato dallo stesso Berlusconi per sbaragliare gli avversari. Proto deve infangare il nome di Alfano, la Russa, Meloni, dimostrandosi un abile rivale a cui Silvio lascerà la leadership. Ma il Cavaliere è sotto i riflettori, la magistratura indaga e Proto è uno dei primi a perire. Il 22 novembre scopre di essere indagato, ma questo non lo spaventa. Dichiarerà in un comunicato stampa la sua innocenza nonché la volontà di proseguire. Tutti gli imprenditori prima o poi finiscono sotto indagine ed essere sotto i riflettori vuol dire diventare oggetto di maldicenze. Il 14 febbraio 2013 viene arrestato con l’accusa di truffa e aggiotaggio e finisce nel carcere di San Vittore. Rimane dietro le barre circa due mesi, facendo la conoscenza di diversi ‘ndranghetisti calabresi. Il suo personaggio è così ben costruito che anche in prigione ottiene benefici. I boss sono incuriositi dai suoi contatti con personaggi famosi e vogliono sapere delle sue gesta. Proto è l’amico dei potenti e come tale nessuno lo tocca.

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Ad Aprile viene scarcerato e affidato ai domiciliari. Poco dopo esce una nuova notizia sui giornali: “Justin Bieber acquista una megavilla in Colombia”. Il venditore è un importante uomo d’affari: Alessandro Proto. Il carcere è servito a capire che non si gioca con le azioni, ma con gli immobili si. Il successo è la sua droga e i comunicati continuano a diffondersi. Questa volta punta su quelli stranieri immuni ai suoi imbrogli: New York Times, New York Post, Daily Mail, El Pais, El Universal, Abc. Cantanti e giocatori diventano i nuovi bersagli. Nonostante la sua fama sia ormai riconosciuta e i giornali abbiano pubblicato del suo arresto, gli stessi giornalisti italiani continuano a diffondere le notizie che arrivano oltre oceano, senza controllare, senza verificare, certi che lo abbiano già fatto le altre testate straniere. Se il New York Times pubblica un articolo come non credergli? Ormai realtà e finzione si mischiano, le bufale sono così tante che non si distingue più quale sia vera e quale no. L’importante è “fare notizia”, aumentare i click e vendere copie. E se compare il nome di Proto, basta eliminarlo per far passare l’articolo per buono.

Ancora una volta il sistema italiano viene messo sotto scacco e si evidenziano i buchi. Com’è possibile che un uomo agli arresti domiciliari per truffa, con i conti bancari chiusi e gli uffici vuoti senza collaboratori possa continuare a lavorare indisturbato sotto gli occhi di tutti? Nelle diverse interviste realizzate ad Alessandro Proto lui stesso non sa dare una spiegazione. Sorride solo soddisfatto. Ha capito come funziona ed è facile trovare la via di fuga. Si fa assumere falsamente presso l’agenzia di un amico imprenditore, ottiene la possibilità di uscire di casa e continua a fare affari indisturbato, ricevendo i clienti presso hotel lussuosi a 5 stelle e facendosi pagare in contanti.

Nuova visita dei carabinieri, nuovo giro a San Vittore. La sua detenzione questa volta dura 4 settimane e una multa da parte della Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) prima di 400mila euro, poi di 4 milioni e mezzo. Quando davanti ai pm dichiara che tutto ciò che ha realizzato non esiste sono increduli. Ha dato un’immagine di sé così veritiera che sembra impossibile essere il frutto della sua fantasia. Non ha mai comprato azioni, non ha investito in nessuna azienda. Ha pubblicato comunicati stampa fasulli a cui tutti hanno creduto. Proto confeziona notizie false, la colpa è di chi ci crede senza verificare che sia vero.

Tra una bufala e l’altra c’è anche spazio per le idee più folli, come aprire un giornale chiamato “Pubblico” (presentato come il nuovo giornale di destra che affronta  temi scottanti nel campo della finanza  e dell’economia e vedrà tra i nomi proposti come direttore anche Mario Adinolfi), oppure la testata online“Contropunto” con obbiettivo di coprire di fango i suoi “nemici”. Non mancano le nuove Fake News come acquistare squadre di calcio tra cui Parma e Torino, la candidatura al Movimento 5 Stelle o creare un istituto chiamato “Baby Business School” che formerebbe giovani fanciulli dall’età di 6 anni a diventare futuri manager. L’annuncio verrà ancora una volta pubblicato sul Corriere della Sera ma questa volta avrà vita breve.

Le vicende di Alessandro Proto hanno avuto grande risonanza mediatica, tra rabbia e indignazione ma anche stima e ammirazione. È la storia di un uomo che sogna di diventare un personaggio che conta e lo diventa costruendo e pubblicizzando la sua immagine ideale. Con un computer e un telefonino è riuscito a fregare giornalisti, dirigenti e politici, si è imposto come professionista perché è uscito fuori dagli schemi dando una percezione di sé assoluta. La sua strategia di marketing funziona è un abile comunicatore e usa le critiche come linfa per i suoi interessi.

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Oggi, Alessandro Proto vive a Lugano e continua a fare l’agente immobiliare con la “Proto Enterprise”. La sua storia rimane incredibile, possiamo chiamarlo genio o impostore ma in entrambi i casi si è fatto conoscere per aver messo in crisi la stampa italiana per ben tre anni.

Le sue dichiarazioni ci insegnano che se le informazione non sono corrette, possono portare a cambiare il mercato azionario e il pensiero di una nazione in un semplice click. La diffusione e condivisione sui social diventa una cassa di risonanza virale provocando danni immensi. Se le notizie poi, fossero manipolate da comunicati stampa politici aumenterebbe la diffusione distorta del pensiero. Cosa accadrebbe se al posto suo ci fosse  una multinazionale, un governo o una lobby? Metteteci qualcuno che i giornali li possiede davvero e che sa come manipolare l’informazione, quanto ci metterebbe a farvi credere ciò che vuole?

Se acconsentiamo al fatto che Proto abbia commesso aggiotaggio e truffa, allora dobbiamo anche sostenere che non è il solo in Italia a manipolare le notizie. I giornalisti non sono mai stati accusati per la loro negligenza nel diffonderle, permettendogli di creare un business mediatico ed economico milionario quando era loro competenza trovare le prove nelle sue dichiarazioni. Aprire gli occhi, verificare le fonti, leggere libri e documentarsi attentamente è l’unico modo per acquisire informazioni corrette e una buona dose di cultura. “Io in verità non mi sono inventato niente” dichiara Proto in una intervista provocatoria. In un utopico mondo reale, dove l’informazione è al servizio del cittadino e la politica fa il suo mestiere, il suo nome non sarebbe mai esistito. Ma questo mondo idilliaco non esiste ed è necessario informarsi e approfondire le notizie.

Il vero mondo è lo stesso a cui voi credete, quello confezionato ad arte e su misura da Alessandro Proto.

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ALCUNI ARTICOLI PUBBLICATI DALLE TESTATE ITALIANE:

Il Sole 24 Ore https://argomenti.ilsole24ore.com/alessandro-proto.html

Il Fatto Quotidiano https://www.ilfattoquotidiano.it/tag/alessandro-proto/

VIDEO INTERVISTE:

Content Marketing Italia: https://contentmarketingitalia.com/alessandro-proto-intervista-integrale/

#MIC https://www.youtube.com/watch?v=Xaf9LessIWc

Vice: https://video.vice.com/it/video/alessandro-proto-limpostore/5b28f957f1cdb3715b3ca048

Affaritaliani: https://www.youtube.com/watch?v=gbru2H2-4No

LIBRO

Io sono l’impostore” di Alessandro Proto e Andrea Sceresini, Edizioni Il Saggiatore, 2017

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